Il Whois va in pensione: in arrivo il protocollo RDAP

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Negli ultimi anni si sono susseguite una serie di modifiche importanti al da parte dell’Icann, ente internazionale che si occupa dell’assegnazione degli indirizzi ip, attribuzione e mantenimento dei domini di primo livello (tld).

L’ultimo e importante aggiornamento è avvenuto a Maggio 2018 relativo alla procedura di trasferimento e politica della pubblicazione dei dati nel whois successivamente l’entrata in vigore del GDPR.

Cosa ci riserverà il nuovo anno?

Vi anticipo che nei primi mesi del 2020 si apriranno nuovi scenari per quanto riguarda il Whois e il nuovo protocollo RDAP, argomenti che faranno da padroni in questo articolo di fine anno.

Ecco di cosa vi parlerò nello specifico:

  1. Cos’è e a cosa serve il Whois
  2. I limiti attuali del Whois
  3. Il nuovo protocollo RDAP
  4. I vantaggi del nuovo protocollo

Cos’è e a cosa serve il Whois?

Il Whois è un protocollo di rete che, attraverso delle interrogazioni chiamate query di specifici database, permette di visualizzare a quale provider appartenga un indirizzo o un dominio internet. Le informazioni mostrate sono relative: alla data di creazione (registrazione) e scadenza del dominio presso il Registry. Prima del GDPR erano raggiungibili anche i dati relativi al registrante, contatto amministrativo e tecnico del dominio, fatto salvo dell’oscuramento dei dati (chiamato domain privacy) richiesto dal registrante del dominio al provider.

Il mondo del web corre veloce ed è chiaro che l’attuale protocollo Whois non stia al passo con i tempi. Il protocollo Whois è da oltre 20 anni il sistema con cui le informazioni relative a indirizzi ip o domini internet vengono gestite e condivise a livello mondiale.

Al giorno d’oggi, siamo tutti più attenti a fornire o meno il consenso al trattamento dei dati personali in particolare per azioni di marketing e la profilazone dell’utente (vedi ad esempio i cookie) e il protocollo Whois sicuramente non rispetta il criterio della riservatezza al quale tanto ci teniamo.

Il nuovo protocollo RDAP

Dopo 20 anni di meritato servizio, il Whois verrà mandato in pensione in favore del protocollo RDAP (Registration Data Access Protocol). Il nuovo modello di riferimento consentirà l’accesso ai dati esclusivamente agli utenti autorizzati, al contrario del protocollo attuale che non prevede alcuna verifica o autorizzazione.

I vantaggi del nuovo protocollo

E’ indubbio che il nuovo protocollo garantirà una maggiore privacy ai possessori del dominio. In passato sono stati sollevati diversi dubbi sulla conformità del Whois con il GDPR e il protocollo RDAP sembra essere la soluzione. L’Icann ha già incominciato a proporre ai vari Registry l’adozione del nuovo sistema per una questione di aggiornamento tecnologico ma in particolar modo per essere compliant con il regolamento Europero (GDPR).

L’introduzione del nuovo protocollo non è immediata, si conta che il nuovo accordo tra l’Icann e i vari Registry verrà pubblicato tra fine Febbraio e inzio Marzo 2020.

A questo punto non ci resta che attendere incuriositi e fiduciosi, nei prossimi mesi mi occuperò di recuperare maggiori informazioni in modo da aggiornarvi prontamente.

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